Si apre in una nuova scheda

Planxty, The Bothy Band e il revival trad degli anni Settanta

Gli anni Settanta sono stati il decennio più creativo nella storia della musica tradizionale irlandese. Nel giro di pochi anni, un manipolo di gruppi e musicisti prese una tradizione che era stata salvata dalla quasi estinzione, rendendola giovane, appassionante e moderna. Non abbandonarono la musica: ne reinventarono il modo di presentarla, arrangiarla ed eseguirla. Verso la fine del decennio, il trad irlandese era passato dai margini al grande pubblico, e i musicisti artefici di questa svolta erano diventati le figure più influenti nella storia moderna di questa tradizione.

Questa è la storia di quel decennio — e delle tre band che lo hanno definito.

Il terreno era già pronto

Il revival degli anni Settanta non è nato dal nulla. Il lavoro preparatorio era stato avviato nel decennio precedente da diverse realtà.

Séan Ó Riada e i Ceoltóirí Chualann avevano dimostrato, a partire dal 1961, che la musica tradizionale poteva essere arrangiata per piccoli ensemble con raffinatezza e perizia artistica. Ó Riada trattava il trad come musica colta, e il suo ensemble — che comprendeva i futuri membri dei Chieftains Paddy Moloney, Seán Potts, Martin Fay e Seán Keane — dimostrò che l’idea funzionava. I Chieftains si formarono nel 1962 e nei primi anni Settanta stavano già costruendo la propria fama internazionale.

I Clancy Brothers e Tommy Makem erano diventati star internazionali all’inizio degli anni Sessanta, dimostrando che la musica irlandese poteva riempire le sale da concerto. I Dubliners, formatisi nel 1962, avevano portato ballate e canzoni folk a un pubblico immenso. E la rete di fleadhanna e corsi promossa da Comhaltas Ceoltóirí Éireann stava formando una generazione di giovani musicisti dotati di grande tecnica, profondamente radicati nella tradizione e desiderosi di sperimentare qualcosa di nuovo.

Ciò che mancava era un gruppo di musicisti capace di raccogliere tutto questo — la raffinatezza artistica di Ó Riada, la capacità dei Clancy di attrarre il pubblico, l’energia dei Dubliners e la tecnica coltivata da Comhaltas — fondendolo in qualcosa di autenticamente contemporaneo. Nel 1972, quel gruppo arrivò.

Planxty (1972–1983)

La storia della nascita dei Planxty è quasi incredibilmente perfetta. Nel 1972, Christy Moore stava registrando il suo album Prosperous e chiamò tre musicisti per affiancarlo: Dónal Lunny al bouzouki e alla chitarra, Andy Irvine al mandolino e al bouzouki, e Liam O’Flynn alle uilleann pipes. I quattro suonavano così bene insieme che decisero di fondare una band.

Scelsero il nome Planxty — una parola legata alla tradizione di O’Carolan che indicava un brano composto in onore di un mecenate. Il nome fu suggerito da Dónal Lunny.

Cosa li rendeva unici

Tutto. Il sound dei Planxty non somigliava a quello di nessun gruppo trad precedente. L’innovazione fondamentale risiedeva nella combinazione degli strumenti: la chitarra e il bodhran di Moore, il bouzouki di Lunny (ancora una novità assoluta nella musica irlandese dell’epoca), il mandolino e la ghironda di Irvine, e il sublime tocco alle uilleann pipes di O’Flynn. Il bouzouki, in particolare, cambiò ogni cosa. Il modo di suonare di Lunny, con accordature aperte e un ritmo trascinante, donò al trad una dimensione armonica e ritmica mai sentita prima.

Ma non era solo una questione di strumenti: era l’attitudine. I Planxty suonavano con un’energia viscerale che appariva più vicina al rock che all’approccio da musica da camera, più garbato, dei Chieftains. Erano giovani, carismatici (la presenza scenica di Moore era magnetica) e fecero apparire il trad come la musica più entusiasmante da ascoltare a Dublino in un venerdì sera.

Il loro repertorio univa brani strumentali tradizionali a canzoni delle tradizioni irlandese e inglese, influenze esteuropee introdotte da Irvine e composizioni originali di Christy Moore. Questo eclettismo era del tutto consapevole: volevano dimostrare che la tradizione era abbastanza ampia da poter accogliere tutto.

Gli album

Il debutto dei Planxty, Planxty (1973), è uno dei dischi irlandesi più influenti mai realizzati. Nello stesso anno uscì The Well Below the Valley, altrettanto brillante. Cold Blow and the Rainy Night (1974) completò una trilogia di album che ridefinì le possibilità della musica irlandese. Il gruppo conobbe diversi cambi di formazione — Lunny lasciò e fu sostituito da Johnny Moynihan, poi da Matt Molloy — per poi sciogliersi definitivamente nel 1983. Una reunion nei primi anni Duemila portò a nuove registrazioni e tournée.

L’eredità

I Planxty dimostrarono che il trad poteva essere giovane, vibrante e contemporaneo senza perdere la propria autenticità. Introdussero il bouzouki come strumento fondamentale. Fecero vedere che un gruppo trad poteva riempire i teatri e occupare lo stesso spazio culturale delle rock band. E lanciarono quattro carriere — Moore, Lunny, Irvine e O’Flynn — destinate a plasmare la musica irlandese per i successivi cinquant’anni.

Ascolti essenziali: Planxty (1973), The Well Below the Valley (1973), Cold Blow and the Rainy Night (1974).

The Bothy Band (1974–1979)

Se i Planxty hanno reinventato ciò che il trad poteva trasmettere, The Bothy Band ha reinventato ciò che poteva suonare. Rimasero insieme solo cinque anni e pubblicarono appena tre album in studio. Ma quei cinque anni cambiarono la musica irlandese per sempre.

La formazione

The Bothy Band nacque nel 1974 in occasione di un concerto speciale per l’anniversario di Gael Linn. La formazione era straordinaria: Matt Molloy al flauto, Paddy Glackin al fiddle (in seguito sostituito da Kevin Burke), Dónal Lunny al bouzouki (proprio quel Lunny che aveva appena lasciato i Planxty), Tríona Ní Dhomhnaill al clavinet e alla voce, e suo fratello Micheál Ó Domhnaill alla chitarra. Paddy Keenan suonò le uilleann pipes nel loro primo album prima di lasciare il gruppo.

Cosa li rendeva unici

L’intensità. The Bothy Band suonava melodie tradizionali con un’energia e una precisione mai sentite prima. La sezione ritmica — il bouzouki trascinante di Lunny, la chitarra di Ó Domhnaill e il clavinet di Ní Dhomhnaill — creava una spinta ritmica sotto gli strumenti melodici che ricordava più la sala macchine di una rock band che qualsiasi cosa mai vista nel mondo del trad.

E i solisti erano di livello mondiale. Il flauto di Molloy era sbalorditivo: veloce, potente, con un’intensità vibrante che sembrava spingere i limiti fisici dello strumento. Glackin e in seguito Burke apportarono stili di fiddle contrastanti: Glackin più radicato nella tradizione di Dublino, Burke con un lirismo influenzato dalla scuola di Sligo. L’unione era elettrizzante.

Dal vivo erano travolgenti. Le registrazioni dei concerti della Bothy Band catturano un livello di intensità che gli album in studio possono solo lasciar intuire. Suonavano come se la musica potesse prendere fuoco da un momento all’altro — e a volte sembrava proprio che accadesse.

Gli album

The Bothy Band (1975) è l’album d’esordio — una pietra miliare. Old Hag You Have Killed Me (1976) e After hours (1979) completano la trilogia. Tutti e tre sono imprescindibili, ma il set di reel d’apertura del primo album resta uno dei momenti più esaltanti nella storia incisa della musica irlandese.

L’eredità

The Bothy Band dimostrò che il trad poteva avere la potenza e la carica della musica rock senza comprometterne l’integrità. Definirono il modello del “supergruppo” trad a cui in seguito si sarebbero ispirate band come Lúnasa e Flook. E diffusero la loro influenza in ogni direzione: dopo lo scioglimento, i singoli componenti hanno continuato a plasmare la musica irlandese per decenni. Molloy si unì ai Chieftains. Burke divenne un celebrato solista e turnista. Ní Dhomhnaill e Ó Domhnaill continuarono a incidere ed esibirsi. Lunny diede vita ai Moving Hearts dedicandosi a innumerevoli progetti di produzione e collaborazione.

Ascolti essenziali: The Bothy Band (1975), Old Hag You Have Killed Me (1976).

De Dannan (1975–2003)

Il terzo grande gruppo degli anni Settanta proveniva da Galway. I De Dannan si formarono nel 1975 attorno allo straordinario fiddle di Frankie Gavin e al bouzouki di Alec Finn. Se i Planxty erano eclettici e The Bothy Band era intensa, i De Dannan erano virtuosi e dinamici: i loro concerti erano leggendari per la loro pura esuberanza.

Il sound

Il fiddle di Gavin era il fulcro di tutto. Veloce, tecnicamente sfolgorante, con venature jazz e una precisione ritmica impareggiabile, Gavin era capace di superare quasi chiunque per bravura tecnica. Il bouzouki di Finn forniva un accompagnamento distintivo — più delicato e attento alle trame sonore rispetto all’approccio vigoroso di Lunny.

I De Dannan divennero famosi anche per aver lanciato la carriera di tre delle migliori cantanti folk d’Irlanda: Dolores Keane, Mary Black ed Eleanor Shanley. Ciascuna apportò una cifra vocale diversa al gruppo, e gli album incisi con le rispettive cantanti sono tutti di grande valore.

Gli album

Il debutto omonimo De Dannan (1975) cattura la pura energia delle origini. The Mist Covered Mountain (1980) e Song for Ireland (1983) mostrano l’ensemble al suo apice. Gli album successivi sperimentarono influenze più ampie, inclusa una memorabile sessione di trad irlandese suonato in stile cajun.

Ascolti essenziali: De Dannan (1975), The Mist Covered Mountain (1980).

Dónal Lunny: il filo conduttore di un’epoca

Nessun racconto del revival degli anni Settanta sarebbe completo senza riconoscere il ruolo unico di Dónal Lunny. È stato membro fondatore dei Planxty. È stato membro fondatore di The Bothy Band. Nel 1981 ha co-fondato i Moving Hearts, fondendo il trad con il rock e il jazz. Ha prodotto album per decine di altri artisti. Ha introdotto il bouzouki come strumento standard nel trad. Ha fatto da pioniere per nuovi approcci all’arrangiamento e all’accompagnamento.

Se si tracciasse uno schema di ogni gruppo trad e artista solista irlandese di rilievo dagli anni Settanta in poi, Lunny sarebbe collegato a quasi tutti loro. È la figura più influente nella tradizione moderna dopo Michael Coleman — e se Coleman ha plasmato il suono della musica, Lunny ne ha plasmato il modo di presentarla, arrangiarla e viverla.

Cosa hanno cambiato gli anni Settanta

Il revival degli anni Settanta non ha soltanto prodotto grande musica: ha modificato per sempre il panorama della musica tradizionale irlandese sotto molteplici aspetti:

  • Ha reso il trad una dimensione credibile per concerti e registrazioni, non più soltanto una tradizione legata alle sessioni e alle feste in casa.
  • Ha introdotto nuovi strumenti (il bouzouki, il clavinet) e nuovi modi di concepire l’accompagnamento.
  • Ha creato il modello della “band” trad valido ancora oggi: un piccolo gruppo di musicisti virtuosi con un repertorio arrangiato e una forte identità collettiva.
  • Ha attratto un pubblico giovane e colto che in precedenza associava il trad all’arretratezza e alla povertà.
  • Ha formato una generazione di musicisti che nei cinquant’anni successivi avrebbe continuato a insegnare, registrare, andare in tournée e fare da mentore.
  • Ha dimostrato che la tradizione era abbastanza solida da assimilare l’innovazione senza perdere la propria identità.

Ogni band trad che si ascolta oggi — Lúnasa, Dervish, Altan, Flook, Téada, Goitse — si muove nello spazio aperto da Planxty, The Bothy Band e De Dannan. Ogni musicista che in una sessione suona accanto a un bouzouki o a una chitarra deve qualcosa a Dónal Lunny. Ogni giovane ascoltatore che scopre il trad e pensa «questo è entusiasmante» sta vivendo un’eco di ciò che il pubblico di Dublino provò nel 1973, quando i Planxty salirono sul palco.

Potrete ascoltare tutti e tre i gruppi su Radio Siamsa, insieme ai musicisti che hanno ispirato e alla tradizione che hanno rivitalizzato.

Leggi la nostra guida ai grandi interpreti della musica tradizionale irlandese

Scopri la storia dei The Chieftains.

Scopri la nostra lista degli album trad irlandesi essenziali.

Domande frequenti

Cos’è stato il revival del trad irlandese degli anni Settanta?

Un periodo di straordinaria creatività nella musica tradizionale irlandese, guidato principalmente da tre gruppi — Planxty, The Bothy Band e De Dannan — che hanno reinventato il modo di presentare, arrangiare ed eseguire il trad. Hanno conquistato nuovi pubblici, introdotto nuovi strumenti e stabilito un modello per le band trad che persiste ancora oggi.

Perché il revival degli anni Settanta è stato così importante?

Ha trasformato il trad da tradizione marginale e in declino a forma d’arte vibrante e contemporanea. Ha dimostrato che questa musica poteva riempire i teatri, vendere dischi e godere dello stesso rispetto culturale del rock o della musica classica, formando una generazione di musicisti che ha segnato la scena irlandese per il mezzo secolo successivo.

Qual era la differenza tra Planxty e The Bothy Band?

I Planxty erano eclettici, univano brani strumentali tradizionali a canzoni di varie provenienze e suonavano con un’energia calda e inclusiva. The Bothy Band era più focalizzata sul trad strumentale e suonava con un’intensità quasi feroce e una grandissima spinta ritmica. Entrambi erano formazioni straordinarie che offrivano visioni differenti delle potenzialità del trad.

Chi era Dónal Lunny?

Dónal Lunny è senza dubbio la figura più influente nella musica tradizionale irlandese moderna. Membro fondatore sia dei Planxty che di The Bothy Band, ha introdotto il bouzouki come strumento standard nel trad, aperto la strada a nuovi approcci all’arrangiamento e prodotto album per decine di artisti. Rappresenta il punto di contatto per quasi ogni gruppo o solista trad di rilievo dagli anni Settanta a oggi.

Cosa dovrei ascoltare per iniziare a conoscere quest’epoca?

Comincia con l’album di debutto dei Planxty (1973) per le canzoni e l’eclettismo, o con il primo disco di The Bothy Band (1975) per l’intensità strumentale. Da lì potrai poi esplorare il resto della loro produzione.

Approfondimenti

Indice