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I musicisti di trad irlandese contemporaneo da ascoltare subito

La musica tradizionale irlandese non è mai stata così viva come oggi. Una nuova generazione di musicisti tra i venti e i trent’anni sta creando opere profondamente radicate nella tradizione e, al tempo stesso, capaci di spingerla verso territori inesplorati: fondendo il trad con drone, ambient, musica da camera e altre influenze, o semplicemente reinterpretando gli antichi brani con una freschezza e una convinzione tali da farli sembrare appena composti.

Questa guida presenta gli artisti contemporanei fondamentali da conoscere. Sono i musicisti che stanno definendo il suono del trad negli anni 2020 — e molti di loro li potrete ascoltare su Radio Siamsa.

Artisti solisti

John Francis Flynn

Flynn è un cantante e flautista di Dublino il cui album d’esordio, I Would Not Live Always (2021), ha conquistato due RTÉ Folk Awards e annunciato l’arrivo di una voce straordinaria. Il suo canto è crudo, potente e intimamente legato alla tradizione delle ballate dublinesi — una linea che include Luke Kelly e Christy Moore, ma che Flynn rende interamente propria. Si muove con naturalezza tanto in una sessione tradizionale quanto sul palco di un festival, rappresentando una generazione che non vede alcuna contraddizione tra radici profonde e ambizione contemporanea.

Da dove iniziare: I Would Not Live Always (2021). Brano consigliato: Mole in the Ground.

Cormac Begley

Originario di una celebre famiglia di musicisti del West Kerry, Begley suona l’intera gamma delle concertine, dal soprano al basso. Il suo omonimo album da solista (2018), registrato in una chiesa del West Kerry, esplora tutte le potenzialità espressive dello strumento come nessuno aveva mai fatto prima. La concertina bassa, in particolare, genera un suono di straordinaria profondità e impatto fisico. Il suo stile è emotivamente diretto, tecnicamente impeccabile e assolutamente originale.

Da dove iniziare: Cormac Begley (2018).

Caoimhín Ó Raghallaigh

Ó Raghallaigh suona il fiddle e l’hardanger d’amore (uno strumento a corde norvegese dotato di corde di risonanza). Il suo lavoro si colloca al confine tra trad e musica colta contemporanea: atmosferico, esplorativo e carico di emozione. Le sue collaborazioni con il suonatore di uilleann pipes Mick O’Brien e l’organettista Cormac Begley hanno dato vita ad alcune delle produzioni irlandesi più audaci degli ultimi anni. La sua produzione solista è altrettanto magnetica.

Da dove iniziare: Laghduff (2011, con Mick O’Brien), o il suo album da solista Where the One-Eyed Man Is King (2013).

Eoghan Ó Ceannabháin

Cantante sean-nós di base a Dublino, nonché flautista e suonatore di concertina, proveniente da una famiglia del Connemara. Ó Ceannabháin è parte integrante della scena trad dublinese e infonde in ogni progetto una conoscenza filologica unita a un formidabile istinto scenico. È membro del gruppo Skipper’s Alley, frequenta assiduamente le sessioni e porta la tradizione vocale del Connemara verso contesti inediti.

Radie Peat

Voce e polistrumentista (bayan, concertina, armonium) dei Lankum. Il canto di Peat — profondo, viscerale, spettrale — è diventato una delle voci più inconfondibili della musica irlandese. Trasmette ai canti tradizionali un’intensità fisica capace di spazzare via ogni sentimentalismo, rivelandone l’essenza più oscura e potente.

Alannah Thornburgh

Arpista della contea di Mayo, fonde la tradizione dell’arpa irlandese con influenze folk degli Appalachi e composizioni originali. Candidata come miglior artista emergente agli RTÉ Folk Awards, con la sua musica esplora le possibilità dell’arpa rendendo omaggio alle sue antiche radici irlandesi con un linguaggio assolutamente contemporaneo.

Band e formazioni

Lankum

I Lankum sono la formazione che più di ogni altra ha saputo avvicinare il canto tradizionale irlandese a un pubblico del tutto nuovo negli anni 2020. I loro album The Livelong Day (2019) e False Lankum (2023) rielaborano brani tradizionali attraverso un trattamento sonoro che attinge a drone music, ambient, post-rock e altre atmosfere scure e immersive. Il risultato divide: alcuni puristi li ritengono troppo distanti dalla fonte, mentre altri li considerano la novità più entusiasmante apparsa nella musica irlandese da una generazione a questa parte. False Lankum è stato nominato al prestigioso Mercury Prize.

Ian Lynch, suonatore di uilleann pipes e concertina della band, cura inoltre il podcast Fire Draw Near, una delle risorse più autorevoli per comprendere la storia e il contesto del repertorio tradizionale irlandese.

Da dove iniziare: False Lankum (2023). Brano consigliato: Go Dig My Grave.

Ye Vagabonds

I fratelli Brían e Diarmuid Mac Gloinn, originari di Carlow, interpretano brani tradizionali e pezzi originali con armonie vocali serrate, accompagnandosi con chitarra, fiddle e bouzouki. Le loro versioni dei canti tradizionali sono essenziali, intime e toccanti. Con The Hare’s Lament (2019) hanno vinto il premio come Album dell’anno agli RTÉ Folk Awards. La loro sonorità è delicata laddove quella dei Lankum è tenebrosa, ma entrambi i progetti condividono una devozione incrollabile verso la tradizione.

Da dove iniziare: The Hare’s Lament (2019).

The Gloaming

Un ensemble guidato da Martin Hayes che fa dialogare il trad con la classica contemporanea, il jazz e la musica colta. Con la voce sean-nós di Iarla Ó Lionáird, Caoimhín Ó Raghallaigh all’hardanger d’amore, Dennis Cahill alla chitarra e Thomas Bartlett al pianoforte, The Gloaming hanno dato forma a un suono inedito ma inconfondibilmente radicato nella tradizione. I loro concerti — in particolare quelli alla National Concert Hall di Dublino — sono stati veri e propri eventi culturali.

Da dove iniziare: The Gloaming (2014) o The Gloaming 2 (2016).

Danú

Gruppo storico di Waterford che unisce un virtuosismo strumentale impeccabile a un canto potente, impreziosito dalla voce e dal flauto di Muireann Nic Amhlaoibh. Pluripremiati, vantano un’intensa attività concertistica internazionale.

Goitse

Quintetto che combina melodie tradizionali con arrangiamenti moderni e brillanti. La loro carica energetica e la perizia tecnica li hanno resi protagonisti indiscussi del circuito dei festival.

Flook

Formazione innovativa guidata dai flautisti Brian Finnegan e Sarah Allen, affiancati da John Joe Kelly al bodhrán e da Ed Boyd alla chitarra. I loro arrangiamenti strumentali hanno ridefinito gli orizzonti delle formazioni trad, esercitando un’influenza straordinaria su innumerevoli gruppi successivi.

Artisti di confine

Questi musicisti attingono a piene mani dalla tradizione irlandese, pur non rientrando nei canoni stretti del genere trad. Vale la pena scoprirli perché avvicinano alla musica tradizionale ascoltatori che altrimenti non la incontrerebbero mai.

Lisa O’Neill: Cantautrice di Cavan la cui opera è intrisa di forme ballad e canti tradizionali, interpretati con una voce aspra e contemporanea. Il suo album Heard a Long Gone Song (2018) accosta brani della tradizione a composizioni originali che sembrano esistere da sempre.

Kíla: Band dublinese che dalla fine degli anni Ottanta fonde il trad irlandese con world music, rock ed elettronica. Il bodhrán di Rónán Ó Snodaigh e il vocabolario musicale cosmopolita del gruppo li rendono una delle realtà più inconfondibili d’Irlanda.

Daoirí Farrell: Cantante e suonatore di bouzouki di Dublino: la voce potente e il legame profondo con la tradizione della ballata lo hanno reso uno degli interpreti più stimati della scena folk. Le sue esibizioni dal vivo sanno essere travolgenti e di grande impatto emotivo.

Perché la scena contemporanea è fondamentale

Ogni tradizione ha bisogno di rigenerarsi. Se la musica irlandese guardasse solo al passato — limitandosi a ripetere all’infinito i soliti brani con lo stesso stile — si trasformerebbe in un reperto da museo. La scena contemporanea dimostra che la tradizione è abbastanza solida da assimilare nuovi linguaggi, approcci inediti e voci fresche senza smarrire la propria identità.

John Francis Flynn canta ballate dublinesi vecchie di due secoli facendole suonare necessarie e urgenti. I Lankum prendono un inno alla temperanza del Settecento e lo trasformano in un presagio apocalittico. Cormac Begley suona la concertina in una chiesa facendola risuonare come un organo monumentale. Percorsi diversi, che attingono tutti alla medesima sorgente. E quell’acqua è ancora purissima.

Sintonizzatevi su Radio Siamsa per ascoltare l’intero percorso: dalle storiche incisioni degli anni Venti di Michael Coleman fino alle uscite di quest’anno. Passato e presente suonano fianco a fianco. È così che una tradizione continua a vivere.

Leggi la nostra guida ai grandi maestri della musica tradizionale irlandese

Scopri la nostra selezione dei dischi imperdibili di trad irlandese.

Domande frequenti

Si produce ancora nuova musica tradizionale irlandese?

Assolutamente sì. La scena attuale è in pieno fermento. Artisti come Lankum, John Francis Flynn, Cormac Begley e Ye Vagabonds firmano lavori innovativi partendo da solide radici tradizionali. Oggi ci sono più musicisti che suonano trad rispetto a qualunque altra epoca storica.

Quali sono i migliori nuovi musicisti di trad irlandese?

Dipende dai gusti personali, ma John Francis Flynn (voce, flauto), Cormac Begley (concertina), Caoimhín Ó Raghallaigh (fiddle), i Lankum (gruppo) e gli Ye Vagabonds (voci, armonie) figurano tra gli esponenti contemporanei più apprezzati.

Chi sono i Lankum?

I Lankum sono un gruppo dublinese che rielabora i canti tradizionali irlandesi attraverso un universo sonoro intriso di drone music, ambient e post-rock. Il loro album False Lankum (2023) è stato candidato al Mercury Prize e ha fatto scoprire la canzone tradizionale irlandese a un pubblico vasto ed eterogeneo.

Dove si può ascoltare il trad irlandese contemporaneo?

Radio Siamsa trasmette le nuove uscite discografiche accanto alle registrazioni storiche. I festival come il Fleadh Cheoil, la Willie Clancy Summer School e diversi locali e sale da concerto a Dublino, Galway e in tutto il paese ospitano regolarmente artisti contemporanei. Piattaforme come Spotify e Bandcamp sono ottime per approfondire i singoli album.

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